Scoglio di Rovigliano nel Golfo di Napoli con i ruderi della fortezza

Domande frequenti sullo Scoglio di Rovigliano

Tutte le risposte sullo scoglio: dove si trova, Petra Herculis, torre del 1564, Madonna della Neve, accesso e come visitarlo.

Nel Golfo di Napoli, a circa 400 m dalla costa, alla foce del fiume Sarno, tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia. Fa parte dell'Arcipelago Campano. Coordinate GPS: 40.729482, 14.463709. Superficie: 5.862 m², altitudine max 16 m.
L'isolotto non è aperto al pubblico: proprietà privata, rudere tutelato, nessuna infrastruttura. Si ammira dalla spiaggia di Rovigliano, dai lungomare o con tour in barca. L'approdo è sconsigliato. Guida: Come visitare.
Significa «roccia di Ercole», nome romano attestato da Plinio il Vecchio e Columella. Legato al culto dell'eroe e alle Salinae Herculis dell'area vesuviana. Approfondisci: Petra Herculis.
Nome medievale legato alla gens Rubellia, famiglia patrizia con possedimenti tra Pompei e Oplontis. Da Rubelliano deriva il toponimo attuale Rovigliano. Vedi storia completa.
Nel 1564 dal viceré Perafán de Ribera, dopo l'incursione saracena del 1558. Torre di avvistamento integrata nel sistema costiero borbonico. Dettagli: Torre e fortezza.
Il 5 agosto 1354 pescatori trovarono nelle acque di Rovigliano l'icona della Vergine Bruna, origine del culto della patrona di Torre Annunziata. Leggi: Madonna della Neve.
Geograficamente affaccia su Torre Annunziata; catastalmente è a Castellammare di Stabia. Confine marittimo contestato per secoli tra le due città.
Spiaggia di Rovigliano, lungomare di Torre Annunziata e Castellammare di Stabia. Miglior momento: tramonto, con il Vesuvio sullo sfondo.
No. Isolotto senza ponti, solo via barca o kayak. Proprietà privata e bene culturale tutelato.
Calcareo-dolomitico (Cretacico), propaggine dei Monti Lattari — non roccia vulcanica. Emerso per subsidenza tettonica della piana costiera.
Ruderi della torre maggiore (3 piani), garitta, tracce di artiglieria, celle e scale. Torre minore crollata. Stato di rudere con crolli continui per erosione marina.
La tradizione locale lega la morte di Plinio durante l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. a questo litorale, da cui il soprannome Pietra di Plinio.

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