Ruderi della fortezza di Rovigliano nel Golfo di Napoli

La leggenda di Donna Fulgida

Una storia di amore, Saraceni e spiriti tramandata dal Chronicon Casinense, che ancora oggi aleggerebbe tra i ruderi dell'isolotto.

Rovigliano, come molti luoghi spettacolari del Golfo di Napoli, è accompagnato da leggende popolari. Una delle più suggestive ci è tramandata dal Chronicon Casinense, cronaca di Frate Simone (IX secolo).

Quando i Longobardi si stabilirono in Italia, la zona di Castellammare era sorvegliata dal Conte Orso, che vi giunse con una guarnigione. Il conte era accompagnato dalla moglie Donna Fulgida, donna bellissima e caritatevole, e dal figlio Miroaldo. La famiglia occupò la residenza sull'isolotto di Rovigliano, mentre i soldati si stanziarono alla foce del Sarno.

Donna Fulgida si allontanava spesso dalla residenza per confortare i soldati e alleviare le loro sofferenze. Un giorno i Saraceni attaccarono il Golfo di Napoli e anche Castellammare. La difesa del conte Orso fallì: i soldati perirono o furono fatti schiavi. I più coraggiosi resistettero con il conte sulla fortezza di Rovigliano, ma i Saraceni conquistarono l'isolotto. Il conte fu ferito e impiccato; Donna Fulgida, che tentò di proteggerlo, fu lasciata moribonda sullo scoglio.

La leggenda narra che Donna Fulgida non morì per il colpo della lancia, ma svenne e, al risveglio, trovò il marito impiccato e i soldati massacrati. Del suo destino non si ha certezza, ma si dice che lo Scoglio di Rovigliano sia infestato dal suo spettro, che invoca Orso e Miroaldo accompagnato dal volo dei gabbiani.

«Ancora oggi, dicono i pescatori, nelle notti di luna piena si scorge una figura bianca tra i ruderi della torre, e il vento porta il lamento di una donna che chiama i nomi di Orso e Miroaldo.»

Approfondisci la storia dello scoglio e la fortezza vicereale dove si svolse la leggenda.

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